Claudio Rossi è titolare della società Errecicasa Srl ed è stato fondatore e presidente di Criterio Selecta Srl.

Opera in ambito immobiliare dal 1980, principalmente nel territorio di Monza e della Brianza, dove ha maturato una consolidata esperienza e professionalità riconosciuta, più volte, anche dai colleghi.

Bandisce ogni forma di fatica fisica e spirituale ed inneggia all’OZIO nella sua più profonda e religiosa essenza da consumarsi in un contesto naturale dove il cielo e il mare si avvolgono senza determinarne una linea di colore e la temperatura (26 / 28 gradi) e l’umidità (30%) sono le costanti del tempo e i rumori moderni sono da ricercarsi solo nei ricordi.

E a chi annuisce che nel tempo l’ozio stanca è perché non sa trovare nell’ozio come oziare!
Lungi chi troneggia nel proclamare “il lavoro nobilita l’uomo” e d’altronde se la stessa frase gli storici non sanno con certezza a chi attribuirla è perché non è stata di sicuro pronunciata da un grand’uomo e questo la dice lunga.

Predilige ogni piatto “poco salutare” accompagnato prima, durante, e dopo, da ogni liquido che non sia trasparente e limpido, d’altronde che senso ha morire da sani?

Fabio Volo: "il Miglior Investimento.. il Mattone!

Per Fabio Volo il miglior investimento resta il Mattone

Lo scorso venerdi 24 febbraio, Fabio Volo, ospite dalla bignardi ha dichiarato:

"IL MATTONE , IL MATTONE quale sicuro e piu' affidabile investimento".

Grazie Fabio Volo, gli agenti immobiliari non possono che condividere ed apprezzare!

Ecco il link al video
http://youtu.be/Jj8_f1zDFj4
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Pubblicato il 07/03/2012



Treno Gratis: Trenitalia e la Festa Della Donna

”Trenitalia
Trenitalia lancia la Festa della Donna 2×1.
Viaggiare in treno costa meno, soprattutto se tra i passeggeri che hanno prenotato un viaggio c’è anche una donna! In occasione dell’8 marzo, Trenitalia ha pensato a un’iniziativa speciale battezzata con il nome di “Festa della Donna 2×1″.

Grazie a questa nuova iniziativa, per tutte le coppie (non per forza fidanzati o sposati) che prenoteranno un viaggio in treno, Trenitalia offrirà gratuitamente lo spostamento alla donna.

La promozione dovrà essere utilizzata nella giornata della Festa della Donna e potrà essere prenotata fin da subito: grazie a questa iniziativa, ogni coppia che prenoterà due titoli di viaggio potrà usufruire della promozione e risparmiare così sul prezzo del biglietto della donna che ha prenotato uno spostamento con la società di trasporti.

La promozione è valida sui treni Intercity, su tutti i viaggi del trasporto nazionale (compresi Frecciarossa e Frecciargento) e per poter sfruttare l’iniziativa sarà sufficiente prenotare il proprio viaggio entro la mezzanotte del 7 marzo, una scadenza che è bene ricordare. I biglietti potranno essere prenotati sia in modalità on line che in agenzia di viaggi e la prenotazione dovrà essere effettuata per entrambi i biglietti (uomo e donna) nello stesso momento: in questo modo in fase di prenotazione si potrà annullare il prezzo del biglietto che riporterà il nome femminile e pagare così solo lo spostamento del viaggiatore di sesso maschile.

Rimane poco tempo per poter prenotare il proprio viaggio e approfittare dell’iniziativa: scegliete la vostra destinazione e trascorrete l’8 marzo nella città che preferite!

Per ottenere altre informazioni, o per prenotare i vostri documenti di viaggio, visitate la pagina ufficiale della promozione dove, oltre a leggere tutto il regolamento, potrete prenotare i vosti biglietti.

Link:
http://www.trenitalia.com/cms/v/index.jsp?vgnextoid=8273a1dd9d2c5310VgnVCM1000008916f90aRCRD
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Pubblicato il 06/03/2012



Carta da Parati a Led

Carta da parati a LEDStufi del vostro solito arredamento e delle luci che lo compongono? Ingo Maurer e la società Architects paper vi aiuterà grazie alla loro nuova carta da parati a LED. Quest’ultimo si compone di circuiti stampati per illuminare la stanza ed è collocato in un modo molto affascinante.

Inoltre, questo metodo di illuminazione ci apre ad una moltitudine di possibilità, come spiegato molto bene da Ingo Maurer, designer di questa meraviglia:

L’arazzo LED offre incredibili possibilità per le parti di luce: una luce modulata e intima. E ‘magico! Un grande vantaggio è che la carta da parati LED può essere legata da uno o più larghezze e lunghezze a seconda della architettura e la disposizione di una stanza. I progettisti degli interni hanno una scelta.

Ingo Maurer è stato nominato “Best of Best” tra i vincitori del premio Interior Innovation qualche lunedì fa (16 Gennaio), grazie alla sua carta da parati di nuova generazione.

http://www.ingo-maurer.com/
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Pubblicato il 01/03/2012



Proroga Sospensione Rata Mutuo

L’Abi (Associazione Bancaria Italiana) e le principali Associazioni dei Consumatori hanno comunicato di aver trovato l’accordo per prorogare al 31 luglio 2012 il termine di presentazione della domanda per la sospensione delle rate dei finanziamenti immobiliari dei nuclei familiari in difficoltà, sulla base di quanto precedentemente stabilito all’interno del Piano Famiglie, cui hanno aderito già più di 52 mila famiglie in criticità finanziarie.

Gli eventi che determinano la possibilità di poter avere accesso alla richiesta della sospensione delle rate dovranno verificarsi entro e non oltre la data massima del 30 giugno 2012. Per quanto concerne la possibilità di poter beneficiare della sospensione del mutuo, riproponiamo ora brevemente una sintesi dei requisiti stabiliti dall’Accordo del 18 dicembre 2009 tra l’Abi e le associazioni aderenti.

L’intesa raggiunta prevedeva la sospensione del rimborso delle rate di mutuo per almeno 12 mesi, ammesso che sussistano due requisiti. Il primo è relativo alla titolarità di un mutuo di importo non superiore ai 150 mila euro, che siano accesi per l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale, eventualmente anche per finanziamento oggetto di successiva cartolarizzazione.

Il secondo requisito è invece soggettivo: i clienti che fanno richiesta della sospensione del mutuo dovranno avere un reddito imponibile non superiore ai 40 mila euro annui, e aver subito un evento particolarmente negativo, come la morte, la perdita dell’occupazione , l’insorgenza di condizioni di non autosufficienza, l’ingresso in cassa integrazione. La misura è applicabile anche nei confronti di coloro che hanno presentato ritardi nei pagamenti fino a 180 giorni consecutivi.
Si noti, altresì, che quanto sopra è frutto di un accordo generale, e che pertanto le banche possono offrire delle condizioni migliorative rispetto ai minimi sopra anticipati. Il nostro consiglio è pertanto quello di assumere delle informazioni direttamente presso l’istituto di credito presso il quale intrattenete il finanziamento.

www.abi.it
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Pubblicato il 28/02/2012
Fonti: www.abi.it
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Idea Geniale?

La crisi del commercio a Milano avrebbe fatto chiudere, in un anno, oltre 800 attività com-merciali con la conseguenza che i proprietari di negozi si sono ritrovati con i propri immobili sfitti e improduttivi di reddito ma, anzi, a fronteggiare costi sempre più elevati.
In aiuto a questa situazione nasce il progetto “Town@House Street”, dell’imprenditore Ales-sandro Rosso coadiuvato dall’architetto Simone Micheli, creando i primi “permanent hospita-lity space”.
In sostanza, negozi oggi degradati o vuoti, riprendono vita in una nuova dimensione ridando ai proprietari, i più avveduti, una nuova fonte di guadagno rendendoli “i nuovi imprenditori del Turismo” anche in vista dell’Expo 2015.
I negozi così rivisti nel loro concetto diventano suite dotate di cucina, living e ufficio, con ar-redamenti e dettagli da design, permettendo al “viaggiatore” di essere, come racconta Ales-sandro Rosso, “immersi nella città, nella sua velocità, nel suo movimento: si possono osser-vare le luci della strada, entrare in contatto con la città stessa e con i suoi abitanti. Come al tavolino di un bar all’aperto, si fa amicizia. La città diventa la tua compagna di viaggio in uno spazio tutto tuo”.
Si, un’idea geniale!
http://www.townhousestreet.com/

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Pubblicato il 13/05/2010
Fonti: www.abi.it
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Consiglio

Oggi vorrei dare un consiglio a chi si appresta a comprare: ricordatevi che un immobile può essere ricostruito o demolito, ampliato o rimpicciolito, abbellito o imbruttito, reso kitsch o di buon gusto, signorile o sciatto, lussuoso o spartano, ma mai e poi mai potrete cambiare la sua POSIZIONE!
Meditate ………
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Pubblicato il 01/04/2010
Fonti: www.abi.it



Storia Di Ordinaria Agenzia.

Pioggia battente, non si riesce a vedere un accidente di niente dal finestrino della macchina, eppure ci devo andare al maledetto appuntamento. Forse la vendo questa casa. Terza visita, quella definitiva. Mi scade il mandato… devo pensare positivo; i clienti sembravano soddisfatti di questo bilocale, secondo piano, ben esposto al sole, appena ristrutturato. Comincio a pensare come un annuncio, dopo vent’anni forse sarebbe il caso di mollare. E che faccio? Cosa mi invento? Non lo lascio quest’osso succulento, c’è ancora molto da succhiare. Concentrati sulla persuasione, sei ancora il migliore in questo, no? Ho studiato le possibilità del mutuo, come rivendere il loro vecchio immobile, come raccontare che il bambino si può facilmente accomodare con una soluzione “Ikea”. Ho fatto il mio dovere. Più del mio dovere a ben guardare.

E prima volevano un trilocale in centro, e allora via, in giro per appartamenti che, non prendiamoci in giro, sapevamo tutti essere fuori dalla loro portata. E poi rinunciamo al centro, sì meglio fuori, fuori dal casino. E alla fine abbandoniamo anche l’idea del trilocale. Il mio dovere, dicevo, il mio dovere a volte non basta. Mi accendo una sigaretta, mi aiuta a pensare. Al semaforo l’occhio mi cade su quel “vendesi” marchiato, omologato direi. Sotto il cartello un pivello sta aspettando nervoso. Ce li ho alle calcagna, me li sogno di notte quei burattini in completo che tampinano, tampinano, tampinano per avere la loro pidocchiosa quota. Perché per loro questo rimane, una quota, una misera percentuale per tirare a fine mese, non guardano oltre il loro naso. Corteggiano il mio cliente prima, durante, dopo.

Lotta per la sopravvivenza, selezione naturale ma da soli è difficile resistere. Facessero a loro i conti in tasca: ecco, ne hanno aperto un altro, stessa insegna, stessa vetrina. Un altro concorrente, no, no, gli ipermercati degli immobili non sono miei concorrenti. Come si dice, una catena, e quelli sono proprio una catena che ti lega. A me piace giocare da battitore libero, non sono fatto per le catene io. Eppure al cliente rimangono nell’orecchio quelle parole imparate a memoria, la cantilena di chi ha studiato il manuale… Ma forse sui manuali dovrei aggiornarmi, così giusto qualcosa, un’infarinatura generale di computer, marketing, roba così.

Semaforo rosso, l’occhio mi cade su una rivista di annunci abbandonata sul sedile. Eh no, quell’attico è nella mia zona, come ha fatto a sfuggirmi? Si illumina il cellulare, ancora uno di quei tafanatori commerciali. Compra lo spazio, il modulo, la mezza pagina, pianifichiamo le uscite da qui a un anno, così ti raccontano gli ambulanti dell’immobiliare. Lo so lo so, i soldi per la pubblicità sono un investimento, come li vendo se no gli immobili? Facciamo duemila annunci a giornale, una decina di giornali, un totale di ventimila annunci, io ne faccio dieci, dieci per dieci cento. No, non posso giocarmela sui numeri. E allora perché dovrebbe spiccare il mio nome, un nome qualsiasi. Perché sono il migliore. Ma sono anche stanco. Eppure so che non mollo.

Macchine abbandonate in terza fila, mai un dannato parcheggio, se comprano, quelli come faranno senza il box? Ragiona, oggi te lo fanno notare sicuramente. In anticipo, brutto segno, devo avere più appuntamenti. Scendo a fumare, non voglio appestare questa meraviglia appena comprata. Odore di pollo, sette e mezza, troppo presto per me. Il pollo speziato alle mandorle di ieri… il mio migliore amico si separa dalla moglie e la prima cosa che mi è venuta in mente è stata dovranno piazzare la casa e, subito dopo, ma la commissione gliela faccio pagare. Speriamo solo che non me la metta giù come se fosse un favore, perché poi per me sono solo rogne. Quello che la gente dice di noi è vero allora. No no, solo deformazione professionale, eppure un tempo pensavo di meno ai soldi. Un tempo era più semplice farli.

Trilocale, appena ristrutturato, zona centrale, si venderebbe facile, non è la mia zona ma è un mio affare, non ci posso rinunciare, non ci voglio rinunciare. È vero, non ho ancora perso il mio fiuto. Sono un cane da caccia. Lo sento nell’aria l’affare, poi con il muso a terra ne seguo le tracce. Si è mai visto un segugio dividere una preda con un altro? A volte l’addestramento si può cambiare. Se solo fossi un po’ meno sospettoso potrei pensare di collaborare… Alla fine non mi si chiede di credere alle favole, no? Se oggi la preda è sua, domani sarà mia, è mia. Qui nessuno vuole che il giocattolo si rompa...

Dal bar di fianco al palazzo odore di caffè. Nero per me ma non adesso. Venerdì sera, e domani mi tocca ancora la strada. Mentre la mia vetrina offre soluzioni abitative io per tutti continuo ad essere un venditore di case. Macinare chilometri per una casa che sì, io ci provo a vendere, ma se ci fosse un modo di guadagnarci, di risparmiare tempo… E poi le scarpe infangate dei nuovi cantieri che nascono come funghi e crescono lenti, la polvere degli scaffali dai contratti da registrare, e prima l’antiriciclaggio e poi il nuovo decreto. Mai che ti vengano incontro questi, sempre a complicarti le cose. Non si lavora più come una volta.

Mi guardo riflesso nello specchietto retrovisore. Due gocce di collirio per occhio, un moment e il mal di testa mi sembra già passato. Mi attacco al telefono, controllo i messaggi in segreteria. Mi hanno scaricato in ufficio la nuova suoneria che mi avvisa del prossimo appuntamento, del compleanno di mia figlia, di cosa dovrò sborsare a fine anno e dei vestiti in tintoria che sono ancora da ritirare. Poverina non poteva andare lei, lei è andata in piscina...Ma questa sera se va bene festeggio io. Ultimo tiro di sigaretta, la butto, metto in bocca un chewingum, uno…due…tre…, lo sputo, sorriso smagliante, mi allaccio la giacca. Ho perso il distintivo, mi rimangono solo le mie chiacchiere, sono le mie armi, ho pronto il colpo in canna “Buona sera…” e speriamo di fare centro…

Sì, stasera stappo e offro il giro.
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Pubblicato il 11/03/2010
Fonti: www.abi.it



Oggi è Un Buon Giorno...

Tutti noi nella vita dobbiamo qualcosa a qualcuno: i nostri successi, le nostre imprese, le nostre paure, la stessa nostra vita.
Voglio dedicare questa pagina a mio padre pubblicando una lettera di Francesco Guccini che interpreta il mio pensiero in un suo scritto.


"Oggi è un buon giorno per morire"
Non ricordo dove l’ho letta o dove l’ho sentita. Ricordo solo che era una frase detta da un capo indiano.
Da quando l’ho sentita ho sempre pensato che fosse una buona frase e che rappresentasse la sintesi del mio pensiero.
Pensare che ogni giorno fosse buono perché lasciavi comunque qualcosa di importante e perché la tua vita aveva avuto un senso.
Ricordo quando, durante la mia adolescenza, discutevamo animatamente su tutto.
Sembravamo cani e gatti, ma quelle discussioni mi sono servite a relazionarmi con gli altri e a cercare di andare a fondo nelle cose.
Quando, anni dopo, mi sentivo figlio e padre al tempo stesso, ho più volte ripercorso quegli istanti e tanto mi hanno fatto pensare.
Ricordo quando tornavi dalle tue passeggiate in montagna in inverno e mi portavi la neve nel thermos, quando andavamo in montagna assieme e mi insegnavi a conoscere il grido delle marmotte.
Ricordo quando mi hai insegnato a guidare, quella 850 che faceva acqua da tutte le parti ma andava dovunque, le vacanze passate assieme, la gioia che leggevo nei tuoi occhi quando prendevi in braccio i tuoi nipoti, le prime battute di pesca nelle mattine nebbiose.
La strada percorsa assieme parlando del più e del meno, il caffè diviso durante le fredde mattine invernali, i consigli che ci siamo scambiati su esche, montature e tecniche.
Questa è la cosa che più mi dispiace.
Non essere riuscito a portarti a pescare ancora una volta. Ci tenevi tanto.
Ricordo quando lo scorso natale sei venuto a pranzo da me, guidando la tua macchina che dopo tanti sacrifici sei riuscito a comperare. La tua prima macchina nuova.
Stanco, col respiro affannoso, ma presente.
E ieri quando, ancora lucido, ci hai salutato e, rivolto a Dany gli hai detto: "Ciao belva".
E lui, con la dolcezza che gli animali hanno, discretamente e amorevolmente ti leccava le mani gonfie, quasi cosciente del tuo stato di salute.
Purtroppo oggi è venuto quel momento.
Te ne sei andato così come hai vissuto.
Dignitoso, silenzioso, attorniato dalle persone che amavi.
E io mi sono ritrovato ad accarezzarti come da molti anni, forse troppi, non facevo.
Ed ho pianto.
Avrei dovuto essere contento e invece piangevo.
Contento perché sei riuscito a terminare i tuoi giorni come hai sempre voluto.
Perché non sei stato relegato in un letto di ospedale a soffrire e vegetare.
Perché fino all’ultimo hai potuto ragionare.
Non avresti sopportato l’immobilità, i pannoloni, i cateteri e, soprattutto, non avresti accettato la decadenza della ragione.
Ma cosa vuoi, si pensa sempre di essere pronti, ma in fondo non lo si è mai abbastanza.
Sono però fiero ed orgoglioso di averti avuto come padre e spero che i miei figli possano dire altrettanto di me.
Sei stato un buon padre. Mi hai trasmesso i valori fondamentali in cui credere e mi sei stato di esempio.
So che non leggerai mai queste poche righe, ma volevo comunque ringraziarti.
Grazie papà per tutto quello che hai rappresentato e per tutto quello che hai fatto.
Questa mattina il cielo era coperto di nuvole, come se fosse anch’esso triste e premonitore di ciò che stava accadendo.
Ma poi, nel pomeriggio, si è riempito di mille colori e al tramonto si è colorato di rosso. Forse voleva mandarci un messaggio. Un messaggio di serenità
Non siate tristi per il momento, ma gioite ricordando quello che è stato.
Ed è così che voglio ricordarti.

Ciao papà. Grazie.
Voglio però ricordarti com’eri
Pensare che ancora vivi
Pensare che come allora mi ascolti
E come allora sorridi
Francesco Guccini
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Pubblicato il 27/02/2010
Fonti: Claudio Rossi Blog
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